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(dal Numero speciale di Adesso, pag. 3)

Un numero speciale del nostro periodico Adesso per non dimenticare l’esperienza della pandemia del COVID-19.
In questi mesi abbiamo parlato della vita della Diocesi in diversi articoli; quelli scelti per questo numero speciale
dedicato alla MEMORIA del COVID19 possono aiutarci a custodire non solo nel cuore e nei pensieri questa esperienza particolare. Ci si augura che questa memoria tocchi le scelte quotidiane di ciascuno. E allora, mi sia permesso provare ad andare un po’ oltre la memoria.ospedale-san-pio
Infatti, come ho avuto modo di scrivere altrove, “Non basta fare memoria! Occorre attivare, a partire da quella memoria, processi di discernimento. È su questi due pilastri che si può fondare una prassi ecclesiale che voglia tenere insieme – in una sorta di circolarità ermeneutica – il passato, il presente ed il futuro della comunità che intende vivere nella fedeltà a Dio e all’uomo”. Memoria e discernimento: non possiamo dimenticare, non possiamo far finta di niente!
Onestamente non credo ci sia qualcuno oggi capace di dirci come saranno i prossimi mesi, ma so che possiamo essere noi quelli che hanno imparato qualcosa – perchè qualcosa dobbiamo pur averla imparata – e ora ne fanno tesoro per ripartire con animo rinnovato e maggiormente consapevole di povertà e risorse.
È l’ora di mettere in gioco la migliore creatività pastorale per ritessere il tessuto di relazioni che la distanza fisica
potrebbe aver corroso ed indebolito; è il tempo di recuperare l’entusiasmo genuino e generoso di chi è consapevole che dovrà aprire sentieri mai battuti primi e che, proprio per questo, potrà anche sbagliare o ferirsi nell’aprire nuovi varchi.
Nei giorni del lockdown, mentre leoni da tastiera si avventavano sui vari argomenti del giorno, c’era chi – in nome e per conto della comunità ecclesiale – si sporcava le mani e non lasciava soli quanti avevano bisogno di un po’ di cibo, di qualcuno che si rendesse presente anche per informarsi sul loro stato di salute.cq5dam-thumbnail-cropped-750-422
La nostra Caritas, come si dice di solito, è stata sempre sul pezzo in tutti i comuni della nostra Diocesi!
Personalmente ho ancora voglia di ascoltare tra queste pagine le testimonianze dei giovani della Diocesi sulla loro
quarantena e sui loro sogni per il futuro possono : aiuta davvero a comprendere come sia necessaria anche una riforma di tante attività presenti nella nostra prassi ecclesiale per offrire loro sentieri di senso in cui essere protagonisti.
La concreta testimonianza sui fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica italiana inviataci da S.A., uomo, padre di famiglia e professionista del nostro territorio, invita molti – anche nelle nostre fila – a rivedere pregiudizi e luoghi comuni approfondendo in prima persona un tema così delicato e di significativa importanza per le attività delle nostre comunità.
Che questa memoria ci aiuti davvero a guardare le cose da un punto di vista differente, “a restituire il primato a ciò che è essenziale”, a riconoscere “adesso” i segni di Dio.

Oronzo Marraffa