Nell’ambito dell’intenso programma di ingresso nelle Città della Diocesi, Mons. Sabino Iannuzzi domenica 26 giugno è stato accolto a Ginosa. Il programma, scandito da tappe ben organizzate, ha subito una variazione significativa, poiché alle 16,30 Sua Eccellenza – anticipando il suo arrivo – in compagnia di padre Noël, Nino e don Giuseppe ha voluto visitare la Casa Famiglia Montfort, struttura di assistenza per anziani. E’ stato ricevuto dal presidente Mimmo Bitella, dal Vice Presidente Nico Calabrese (il quale ha brevemente ripercorso l’origine della Casa, citando eventi e nomi che afferiscono ai padri Monfortani), dal Segretario Luca Vizzielli, dal Tesoriere Franco Ribecco e dai Consiglieri Rosa Laterza ed Antonio Bradascio. Ad attenderlo, soprattutto gli ospiti della struttura con i quali Mons. Vescovo, stringendo loro la mano, si è amabilmente intrattenuto.

L’incontro non calendarizzato con gli anziani della struttura sita in c.da Dattoli, agli occhi dei presenti ha assunto un significato simbolico quale incontro anche con tutte quelle donne e quegli uomini che, nelle abitazioni della nostra Città, vivono il tramonto della vita nel disagio della malattia o della disabilità, in solitudine, ricevendo un raggio di luce solo dalla visita  di alcuni volontari, anche dell’Associazione Casa Famiglia.

Di seguito, l’incontro ufficiale con i volontari dell’Emporio solidale, costituito dalla fusione delle tre Caritas parrocchiali ed in stretto contatto con i Servizi Sociale comunali; un luogo importante, ove – come hanno spiegato don Giuseppe Bernalda, responsabile dell’Emporio, e la sig. Angela Pascale – nulla è lasciato all’improvvisazione. Qui la vicinanza a tutte le fasce sociali disagiate, direi anche emarginate, in una tessitura di relazioni ed azioni si traduce in espressioni di concreta vicinanza: solidale appunto. «È un segno centrale della Città per quanti attingono a seconda dei bisogni, attingendo anche un “volto amico”» (don G.B.).

L’ incontro di Mons. Sabino con la comunità ecclesiale e civica è avvenuto alle 18,30 in piazza Marconi ove, ai piedi del Palazzo municipale, è stato allestito l’altare dominato da un grande Crocifisso ligneo; il tutto curato da don Giovanni Nigro. Qui, la massima autorità civile, il Sindaco Vito Parisi, è andato incontro al presule con le rappresentanze civili e militari per poi porgere il saluto istituzionale, «l’abbraccio del popolo e dell’Amministrazione», come ha sottolineato: «Eccellenza Lei riceverà il nostro calore e la nostra disponibilità, da buoni meridionali quali siamo»; il Sindaco ha poi proseguito presentando il passato spirituale della nostra terra, evidente nelle tante chiese rupestri che costellano la gravina, nella rappresentazione della Passio Christi, nelle feste patronali, nelle devozioni.

Interpretando il sentire del popolo cristiano don Giuseppe Bernalda, Vicario foraneo, ha dato il benvenuto in una Città, che sa esprimere affetto e rispetto al proprio Vescovo, il cui arrivo è sentito come benedizione di Dio: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore: padre Sabino, benvenuto! Presto la mia voce ai sentimenti dei figli ginosini a Lei affidati. Nella Sua persona vediamo il dono atteso dal 29 novembre, ossia quando Mons. Maniago è stato nominato Arcivescovo di Catanzaro-Squillace. L’annuncio ci ha lasciati stupiti nell’apprendere che sarebbe arrivato un frate francescano […]. La scelta di celebrare in piazza l’Eucaristia non è funzionale e logistica, ma voluta all’unanimità da noi sacerdoti perché la piazza è il luogo identificativo della Città. Sento di dover presentare la Chiesa che è in Ginosa: non è perfetta, ma è ricca, genuina, desiderosa di incontrare il Signore e mettersi alla Sua sequela […]».

Mons. Iannuzzi ha presieduto la Concelebrazione cui hanno preso parte don Cataldo Letizia cerimoniere vescovile, padre Domenico Di Liberatore s.m.m., padre Nino Pensabene s.m.m., padre Roberto Lodetti s.m.m. parroco del Cuore Immacolato di Maria, don Giuseppe Bernalda parroco di Gesù Risorto, don Giuseppe Laterza parroco in Marina di Ginosa, don Giovanni Nigro vice parroco di S. Martino V. e don Andrea Cristella parroco di S. Martino, il quale in chiusura ha preso la parola ed ha donato al Vescovo una riproduzione dell’affresco del Santo emerso durante i restauri della Cappella di S. Antonio sita nel centro storico.

«Condivido con voi la gioia di essere qui. È bello condividere l’eucaristia in piazza, luogo di incontri che generano sinergia. La liturgia della Parola ci consegna un monito e la possibilità di incontrarci nelle nostre esperienze di fede: “Sei Tu Signore l’unico mio bene”(Salmo responsoriale). Rischiamo di ripetere formule; è così? Diamo l’assoluto a Dio nella nostra vita? Rinnoviamo dunque la scelta di essere discepoli del Signore, seguendo il Suo invito a considerare alcune chiavi esistenziali: camminare insieme; camminare verso una meta certa; camminare alla luce della libertà, che il Signore ci ha conquistato con la Sua vita. La sequela non è imitare, non è essere fotocopie del Signore, altrimenti ci sbiadiremmo con il tempo. Siamo davvero persone libere? Nel Padre Nostro preghiamo “sia fatta la Tua volontà”, ma è sempre così o vogliamo che Dio ci gratifichi nelle nostre volontà? Dobbiamo rimetterci in cammino con una scelta radicale e totale, senza compromessi […] Attenti a non essere spettatori critici dai balconi delle case! Il Signore è un itinerante, un pellegrino, cercatore di Dio e degli uomini. Anche noi… Raggiungiamo i lontani che ci sono vicini, lontani con il cuore, indifferenti al vissuto concreto che il Signore ci invita a percorrere. Studiando a lungo le situazioni non interpretiamo i segni di Dio che sono nella storia. Siamo invece itineranti, che vivono in prontezza la prossimità evitando le tentazioni dell’avere, del potere e dell’apparenza». Riprendendo la pericope evangelica e le letture, Mons. Vescovo ha dunque incentrato l’omelia, quasi interamente “a braccio”, sul significato dell’essere “discepolo”, figura dinamica, che segue una via, che percorre un cammino di sequela, talvolta difficile. Sua Eccellenza ha altresì sottolineato che il valore della preghiera e di una vita da “discepoli” di Cristo è la sorgente di ogni opera caritativa: costituisce l’imperativo della testimonianza autentica. 

Parole, queste, che non ci hanno lasciati indifferenti, ma che ci interrogano costantemente nel nostro essere uomini e donne cristiani.  «Stupore, trepidazione e smarrimento sono state le prime sensazioni che hanno invaso il mio animo […]mi sono ancora sconosciuti volti e storie» (Messaggio di saluto del Vescovo eletto alla Diocesi): Eccellenza sta incontrando già volti, nomi, storie, situazioni che certamente inizia a prendere a cuore. Obbedendo al Santo Padre, Lei ha vissuto il distacco da quanto avviato e da quanti Le sono stati  vicini, ma non La deluderemo perché – e riprendo quanto detto dal Sindaco – siamo di natura accogliente; la nostra è una lunga tradizione di accoglienza, forgiata nel tempo da una fede genuina, che esprime alte punte di generosità.  Per noi Lei è già inserito nel solco dei Suoi predecessori, che sono e resteranno per sempre nel nostro cuore, a partire da Mons. Maniago e Mons. Fragnelli, ma anche Mons. Scarafile, di venerata memoria. Fin dal Messaggio e dalla prima omelia in Castellaneta abbiamo compreso che le Sue parole e le Sue indicazioni sapranno incoraggiare ed alimentare la comunione, ma anche consolare come balsamo prezioso le ferite visibili e le cicatrici nascoste, le nostre povertà e la nostra umanità, sulle quali noi, comunità cattolica, dobbiamo costantemente riflettere per continuare a dare risposte concrete.

Eccellenza, tra di noi si senta a casa! (don G.B.)

Maria Carmela Bonelli

Qui la fotogallery – Per la collaborazione fotografica si ringrazia Giovanni Giancipoli e Tonino Di Dio