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“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna”. Sono le parole dell’inno alla carità di San Paolo apostolo che hanno spinto le azioni verso gli ultimi dei volontari della Caritas Diocesana di Castellaneta.

Una sinergia che ha visto coinvolti la Caritas diocesana, Casa della Misericordia e l’Osservatorio delle Povertà e Risorse. La parte operativa è stata curata dalla Fondazione Il Samaritano e dalla Cooperativa Il Giglio dello Ionio.

Sin dall’inizio di questa emergenza (che soprattutto nei territori del Mezzogiorno non è solo sanitaria, ma anche e soprattutto sociale), tutte le Caritas del territorio diocesano si sono attivate per assistere chi si è trovato in difficoltà, facendo riferimento per situazioni particolari all’Osservatorio delle Povertà.

122336957_1061428650963146_2507293528559367516_nNel drammatico conteggio si sono inserite anche nuove figure di povertà: lavoratori che rientravano nelle categorie a rischio, disoccupati, anziani rimasti nella solitudine e genitori con minori che in assenza di lavoro ed a causa delle restrizioni non possono contare sugli aiuti dei familiari.

Non solo “la Caritas dei pacchi”: basti pensare che i pasti preparati da Casa della Misericordia sono triplicati e raddoppiati i nuclei familiari che ricevono beni di prima necessità. È stata offerta anche assistenza in tutti i campi:

– Ascolto: con alcuni recapiti telefonici offerti per essere vicino a chi era rimasto solo e per coordinare al meglio gli interventi;

– Conforto: purtroppo la pandemia ha generato gravi situazioni di depressione e di gestione delle relazioni, quindi assistenza psicologica a famiglie e persone;

– Accesso alle risorse: una guida per accedere alle misure di sostegno messe in campo da Caritas, 8xMille e Governo;

– Sicurezza: a tutti i collaboratori è stata garantita la massima sicurezza e agli indigenti sono state fornite mascherine, guanti e gel igienizzante, oltre che materiali per l’igiene personale;

– Contrasto alla povertà educativa: sostenendo le famiglie alle prese con la DAD che però non disponevano degli strumenti necessari.

Nonostante tutte le difficoltà e le preoccupazioni legate al rischio di contagio, si è riusciti a garantire in questa fase acuta, i servizi essenziali offerti dagli operatori di Casa della Misericordia, dai volontari delle Caritas Parrocchiali e dai giovani del Servizio Civile. Il tutto in sicurezza, in tutta la Diocesi; coordinati dalla Caritas Diocesana, sono stati impegnati in attività operative sul campo e funzionali alla gestione dell’emergenza.

Lavorando anche per il futuro: con delle scelte ad effetto immediato si sono potute anticipare alcune soluzioni per la ripresa, anche in collaborazione con altri soggetti del Terzo Settore. Siamo contenti non solo per quello che abbiamo fatto, ma soprattutto del metodo che abbiamo portato avanti come sistema. Più la situazione è complessa e richiede scelte difficili, più serve raccordo, dialogo, confronto e coordinamento. Insomma, processi condivisi prima di assumere poi decisioni. Sarà questa una delle eredità positive di questo periodo complicato, oltre alla conferma della straordinaria dedizione e passione con cui abbiamo difeso il nostro territorio.

 

N.R.