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Castellaneta, 30 marzo 2020

 

Cari fratelli e care sorelle,

 

ci avviamo a concludere il tempo quaresimale e si delinea all’orizzonte la Grande Settimana che ci porterà alla Pasqua. Continua ad essere un periodo di emergenza dovuto al terribile coronavirus che ci sottopone a diversi “digiuni”, costringendoci a restare a casa, lontano dal nostro lavoro, dai nostri interessi e talvolta anche dai nostri affetti e privando le nostre comunità della normale celebrazione dell’eucaristia e degli altri sacramenti oltre che dei momenti più importanti della loro vita ordinaria. Si tratta di un grande sacrificio di cui ancora non si vede il termine anche se speriamo che sia davvero vicino. In questa faticosa quaresima segnata per tutti da afflizione e paura e anche da sofferenza. la preghiera personale particolarmente intensa, quella nelle nostre famiglie e anche quella in qualche modo comunitaria attraverso l’uso dei media, ci è stata di consolazione, di forza e anche di sostegno nei momenti in cui la nostra speranza è stata più fragile. Un dono che abbiamo sentito particolarmente significativo e di cui rendiamo grazie al Signore è il ministero di Papa Francesco che con mitezza paterna e fortezza evangelica si fa interprete del grido dell’umanità ferita e al tempo stesso ci testimonia una vicinanza di Dio così concreta e umana in questo momento storico così particolare.

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo condizionerà inevitabilmente anche la Settimana Santa, così cara al nostro cammino di fede per la celebrazione del Triduo Pasquale e per le manifestazioni della pietà popolare che lo preparano e lo accompagnano per aiutarci a viverlo con una partecipazione più consapevole: dovremo vivere questi giorni santi in un modo penalizzato, privandoci delle nostre processioni, delle Via Crucis e altre manifestazioni tradizionali, ma soprattutto non ci sarà possibile essere fisicamente presenti ai vari momenti del Triduo che saranno celebrati a porte chiuse, senza la presenza del popolo.

Concretamente quindi, in accordo con i Decreti della Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti del 19 e 25 marzo 2020 e le Indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana del 25 marzo 2020, per la Settimana Santa dispongo quanto segue.

 

  1. Sono sospese tutte le espressioni di pietà popolare e le processioni che normalmente arricchiscono i giorni della Settimana Santa;
  2. La Messa della Domenica delle Palme e le altre celebrazioni del Triduo Pasquale ( Giovedì Santo-Cena del Signore, Venerdì Santo-Passione del Signore, Veglia pasquale e Messa nel giorno di Pasqua), si svolgeranno nelle chiese parrocchiali senza concorso di popolo, secondo le indicazioni diocesane. I fedeli saranno avvisati dell’ora di inizio delle celebrazioni in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni, magari aiutati dai mezzi di comunicazione telematica, che devono trasmettere i riti in diretta.
  3. La messa Crismale viene trasferita: non appena sarà superata questa fase critica, si individuerà il giorno idoneo perché possa essere vissuta comunitariamente dai sacerdoti, religiosi/e e fedeli laici.
  4. I fedeli dedichino comunque un congruo tempo alla preghiera, personalmente e in famiglia, valorizzando la Liturgia delle Ore e i sussidi che saranno offerti dagli uffici diocesani.
  5. Per alleviare il disagio di queste misure restrittive nella settimana che è il cuore di tutto l’anno liturgico, alla luce della nota del Ministero degli Interni del 27 marzo u.s., da sabato 4 aprile le chiese potranno essere aperte per la preghiera personale preferibilmente al mattino e secondo le disposizioni governative[1]

 

Nonostante il disagio e il dispiacere che tutti portiamo nel cuore quest’anno, vi chiedo di accettare queste limitazioni eccezionali con spirito di fede, da cristiani adulti e consapevoli della gravità di questo momento. Comunque il Signore, che ben conosce il nostro cuore e la realtà che stiamo vivendo, saprà farci fare Pasqua anche quest’anno e facendoci gustare di nuovo la vittoria che scaturisce dalla sua Morte e Risurrezione, ci preparerà a riprendere la vita ordinaria rinnovati nello spirito e rafforzati nell’affrontare le nuove difficoltà che inevitabilmente si presenteranno.

In comunione di preghiera vi assicuro la mia vicinanza e vi benedico di cuore

 

+ Claudio Maniago, vostro vescovo

 

[1] “…l’apertura delle chiese non può precludere alla preghiera dei fedeli, purché evidentemente con modalità tali da assicurare adeguate forme di prevenzione da eventuali contagi: l’accesso , conformemente alla normativa vigente , deve essere consentito solo ad un numero limitato di fedeli, garantendo le distanze minime tra loro ed evitando qualsiasi forma di assembramento o raggruppamento di persone.
Al riguardo, sulla base del parere appositamente richiesto al Dipartimento della pubblica sicurezza, al fine di limitare gli spostamenti dalla propria abitazione, è necessario che l’accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da “comprovate esigenze lavorative”, ovvero per “situazioni di necessità” e che la chiesa sia situata lungo il percorso, di modo che, in caso di controllo da parte delle Forze di polizia, possa esibirsi la prescritta autocertificazione o rendere dichiarazione in ordine alla sussistenza di tali specifici motivi”. (nota del Ministero dell’Interno del 27.03.2020)