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(dal Numero speciale di Adesso, pag. 4-5)

“Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati”. Parole che risuonano come un macigno quelle di Papa Francesco e queste parole possono descrivere lo smarrimento che i fedeli cattolici hanno provato l’8 Marzo: si celebrava la seconda Domenica di una Quaresima che di lì a poco sarebbe diventata un lungo Sabato Santo: in quella serata, la CEI comunicava la sospensione delle Messe con concorso di popolo a tempo indeterminato. Dopo neanche ventiquattro ore, sarà il Premier Giuseppe Conte ad annunciare l’inizio del lockdown.

Dopo un fisiologico smarrimento iniziale, le Parrocchie si sono subito attrezzate per non far mancare ai fedeli la cura pastorale a cui sono chiamate: l’apporto della Santa Messa quotidiana (dato anche il tempo penitenziale che si stava vivendo), privilegiando la celebrazione in famiglia dell’Eucaristia domenicale e continuando a vivere la Quaresima in maniera inedita, catechesi per adulti che per i più piccoli, la recita giornaliera del Santo Rosario a cura del Santuario Mater Domini di Laterza e delle Suore Apostole del Sacro Cuore di Castellaneta, le Via Crucis animate dalle Confraternite e dal nostro Vescovo.

Tutto ciò non ha fermato neanche gli uffici pastorali della Diocesi che hanno proseguito le loro attività, a partire dalla Pastorale Giovanile. I giovani della Diocesi, il 21 Marzo, hanno simbolicamente ricevuto dal Vescovo il messaggio del Papa dal titolo “Giovane, dico a te, alzati!”, che ha poi dato vita alla diretta del 4 Aprile “In cammino verso la Pasqua”, dove i giovani si sono confrontati ed hanno raccontato la loro vita in quarantena, dando testimonianza del loro adattamento a questa nuova situazione e soprattutto continuando a vivere la fede con il giusto animo.

Purtroppo, si è dovuto anche fare i conti con i funerali non celebrati: per i tanti che non hanno avuto un funerale o la Messa di suffragio, il nostro Vescovo si è recato, nel Venerdì della Misericordia della Chiesa italiana, presso il Cimitero di Castellaneta per un breve momento di preghiera in memoria dei fedeli defunti della Diocesi e per quelli delle zone duramente battute dalla pandemia: un momento, spiegava Mons. Maniago, “per dare testimonianza di una Chiesa che ha a cuore i suoi fedeli: in vita, in salute, in malattia ed in morte, dunque una parola che sia di suffragio per i defunti e di consolazione per chi è colpito nel dolore”.

Nei nostri occhi e nei nostri cuori sono stampate le immagini, le parole ed i gesti di Papa Francesco che, da solo, attraversa una piovosa Piazza San Pietro per il momento straordinario di preghiera del 27 Marzo, regalando a tutto il mondo una meditazione sulla quale riflettere, ricordandoci che “in mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi”.

Ovviamente la copertura in streaming, grazie al periodico diocesano Adesso ed all’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, non poteva venir meno per il Triduo Pasquale, centro dell’anno liturgico e forte momento di comunione del popolo cristiano: il nostro Vescovo ha celebrato il Sacro Triduo nella Chiesa parrocchiale di San Domenico. Uniti spiritualmente a lui abbiamo fatto memoria dell’Ultima Cena il Giovedì, ci siamo abbracciati alla Croce il Venerdì e abbiamo spalancato i nostri cuori al Signore Risorto “nella notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro”.

Grande impegno anche da parte dell’Ufficio Catechistico Diocesano, coadiuvato nelle dirette dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali. I catechisti si sono incontrati virtualmente il 7 Maggio, qualche giorno dopo la lettera che il Vescovo ha inviato loro, nella quale esprime gratitudine per quanto fatto e per aver dato “spazio alla creatività e a forme nuove di collaborazione per non restare lontani dai ragazzi della catechesi e dalle loro famiglie e continuare ad accompagnarli con un messaggio, con una videochiamata, con una riunione virtuale, insomma con tutto quello che la fantasia, unita ai potenti mezzi di comunicazione, ha reso fattibile”. Non sono mancati, infatti, testimonianze di famiglie che hanno sistemato nelle loro case (sia durante il Triduo Pasquale che nel mese di Maggio) dei piccoli angoli di preghiera. I giovani, invece, hanno vissuto una sorta di GMG Diocesana (seppur virtuale) il 9 Maggio, a cui ha partecipato con un videomessaggio anche l’attore Giovanni Scifoni.

Anche in questa difficilissima situazione, in cui le limitazioni erano davvero estreme, le Parrocchie e tutti i collaboratori hanno permesso ai fedeli di vivere comunque un’esperienza di fede forte, di relazioni a distanza e di vicinanza agli ultimi, che ha segnato nel profondo ma che non deve demoralizzarci ma anzi farci riflettere sulle cose concrete: abbiamo vissuto il Mistero pasquale con inusuale calma e quasi nel silenzio, proprio come il silenzio della Basilica Vaticana, con il Diacono che cantava l’Exsultet quasi in comunione con i tribolati del mondo. Nel contempo, siamo stati uniti nella sofferenza che gravava sulle tante persone che hanno vissuto la pandemia in primissima persona e che si sono trovati nel bisogno.

 

Nico Rotolo