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(dal Numero speciale di Adesso, pag. 9)

NON È IL SOLITO GREST
La Parrocchia Santa Croce a Laterza non si è fermata davanti alle difficoltà del Covid19 e ha progettato, durante Luglio, un Grest alternativo, che ha visto un vero e proprio restauro dell’Oratorio.
Quando il Covid-19 ha fermato tutto è stato difficile pensare a come far ritornare quel clima sereno di “prima della quarantena”, pur vivendo un periodo burrascoso. Come si poteva conciliare il nostro amato Grest, pieno di giochi
e balli e bambini, con il “nemico invisibile”, che purtroppo avrebbe seminato più paura che gioia? La risposta è stata semplice: per quanto il cambiamento possa intimorirci, a volte è proprio il “ricominciare” che fa, di una cose che credevi perduta, un prezioso regalo per gli altri…
Abbiamo rivisto la nostra idea di Grest e abbiamo capito che, in questo periodo, la nostra comunità aveva bisogno di un posto accogliente, un posto sicuro per giocare e un posto colorato, dove si potesse dare sfogo alla propria creatività: Il nostro Oratorio aveva bisogno di essere restaurato.
Siamo andati a ricostruire quello che il virus ci aveva portato via e ci motivava la speranza di poter poi, un giorno, ritornare ai nostri Grest festosi e colmi di bambini allegri, ma per farlo avevamo bisogno no di lasciar morire il nostro Oratario, ma di farlo rinascere. L’invito al Grest è stato rivolto e poi accolto dai giovani della parrocchia, che
ogni mattina, per due intere settimane, muniti di cesoie, zappe, pennelli, guanti, ma soprattutto di mascherine, hanno ripulito l’oratorio. Ci siamo cimentati nel giardinaggio, non solo tagliando le erbacce, ma anche piantando dei bellissimi fiori. Abbiamo risistemato e riordinato tutte le cianfrusaglie accumulate nelle stanze e non è mancato chi si cimentava nel design, creando dei bellissimi vasi con oggetti da riciclo, ma anche chi preparava delle buonissime merende, per addolcire le giornate. È stato un Grest innovativo, perché adulti e noi ragazzi abbiamo lavorato insieme con lo scopo di lasciare un posto migliore e con la speranza di poter ritornare a riviverlo a pieno. A raccontare tutto ciò c’è un murales, creato proprio da noi, che ci ricorda la bellezza di sognare, ma allo stesso tempo la cura che si deve dare al proprio sogno, per farlo poi diventare realtà.
Un piccolo omino del murales indossa la mascherina: una testimonianza muta di questa tragedia, che stiamo vivendo, ma anche un grande segno di resistenza e di speranza rivolta ad una nuova umanità, che si rispecchi più nel noi che nell’io. Ogni giornata di lavoro era una giornata accompagnata da una riflessione, che arricchiva e dava un senso al nostro fare quotidiano.
Non il solito Grest insomma, ma un Grest che ci ha insegnato a prendersi cura di ciò che si ama. “Se ognuno di noi fa qualcosa, allora si può fare molto” Padre Pino Puglisi.

Marilena Pietricola