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«Finalmente si ricrea il miracolo-classe» (Don Michele Quaranta)

Nella Insigne Collegiata di S. Lorenzo in Massafra – il 21 settembre, secondo giorno della Novena a S. Michele Arcangelo – don Michele Quaranta, Direttore dell’Ufficio Educazione, Scuola e Università della nostra Diocesi, nella felice ricorrenza del ventesimo anniversario della sua Ordinazione sacerdotale, ha presieduto la Celebrazione eucaristica di affidamento degli studenti e dell’intera comunità scolastica massafrese al Santo Patrono della Città. Hanno concelebrato don Fernando Balestra, parroco, e don Antonio Cristella, vicario parrocchiale.

Don Michele ha avviato l’omelia con la domanda che scaturisce da Mt 18,3 («In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come bambini […]»): perché Gesù ha indicato i bambini? Perché sono il modello di chi sa di non poter fare nulla senza i genitori di cui si fidano ed a cui si affidano; genitore, che lo amerà sempre. Se la cura è l’esperienza più importante dell’amore, un Dirigente – ha proseguito – può sostenere la sua Scuola solo se la ama; un docente è un educatore solo se ama i suoi alunni. L’avverbio “finalmente” è stato il legante dell’intera omelia: finalmente si torna a scuola; finalmente i docenti potranno leggere direttamente negli occhi dei loro alunni ciò che non trapela attraverso uno schermo; finalmente gli studenti vedranno negli occhi dei loro insegnanti la gioia di essere a scuola; finalmente ci sarà ordine e non sovrapposizione tra casa e classe;[…] finalmente una Città dice che è possibile iniziare insieme.

La massiccia partecipazione, le parole di don Michele e l’eco rinveniente dagli interventi delle Autorità scolastiche e dei Dirigenti, come sia riduttivo affermare che i “giovani sono lo specchio della società”; essi sono e saranno sempre l’espressione luminosa di potenzialità ed aspirazioni, di sogni e desideri, che tocca a tutti noi sollecitare e coltivare, affinché non cadano nella violenza, nella mediocrità, nella vita simulata e «nell’incultura dei nuovi media» (Don Michele), ma scoprano la mission della loro età e la vocazione della propria vita.

Si parla inoltre di una “frattura fra le generazioni”, che certamente esiste e pesa, «ma che è l’effetto, piuttosto che la causa, della mancata trasmissione di certezze e di valori» (Benedetto XVI, Lettera sull’educazione, 2008). Esiste indubbiamente un problema di comunicazione; mancano ascolto e dialogo, anche tra le istituzioni educative. Il dialogo, appunto, è la via che ci è stata indicata. E la Scuola ha risposto all’inedito appello in maniera corale, in tutte le sue componenti. Presenti, infatti, il dott. Raffaele Gentile ed il dott. Antonio Putignano in rappresentanza dell’Ufficio Territoriale Scolastico provinciale, i Dirigenti Scolastici Rosa Favale (“De Amicis-Manzoni”), Elisabetta Scalera (IISS “De Ruggieri”) Gianluigi Maraglino(“Pascoli”), Nicola Latorrata (“S. Giovanni Bosco”), Francesco Raguso (IISS “Mondelli”) e Giovanna Lato (“Vico – De Carolis”, Taranto); docenti, famiglie, personale ATA, alunni della Primaria e studenti della Secondaria. Tutti insieme, per la prima volta.

Ogni stagione storica contiene in sé elementi originali, che richiedono un orizzonte capace di esplorare nuove vie di dialogo e di “sinodalità” (nel senso greco di “viaggiare insieme”). Attingendo al metodo ecclesiale, in accordo con Mons. Maniago, don Michele Quaranta lavora e progetta per e con gli IdR – dunque, per il mondo della Scuola – nella direzione dell’unità, dell’incontro, del confronto. «Sarà […] un anno in cui tutti riscoprite che imparare, educarsi, crescere, studiare sono imprese che si fanno insieme. Affidandovi a S. Michele, un combattente, quest’anno troverà in voi tutti combattenti che non vogliono mollare, perché l’esperienza della scuola sia un’esperienza bella davvero»: questo, in sintesi, l’auspicio che Mons. Maniago ha consegnato nel suo messaggio vocale unitamente all’augurio di poter fare, nella Scuola, «esperienza della bellezza, della fatica e della grazia dell’incontro», troppo a lungo negato dal lockdown. Una direzione, quella dell’incontro, che nella Scuola apre alle nuove generazioni orizzonti di senso, costruisce ponti, contribuisce alla globalizzazione della pace e ad un nuovo umanesimo, alimentati dalla nostra storia, dalla nostra memoria, dalla nostra identità e spiritualità: «una Scuola che, con la Famiglia e la Chiesa, educa a fare squadra nella comune fatica della ricerca della conoscenza e del rispetto dell’identità e dei diritti fondamentali dell’uomo e della donna, di ogni essere vivente e dell’ambiente» (Mons. Maniago, Lettera alle Scuole, 20/09/2021).

In conclusione don Michele ha letto la quanto mai opportuna “Lettera ad Enrico” (De Amicis, Libro Cuore):« immagina questo vastissimo formicolìo di ragazzi di cento popoli, questo movimento immenso di cui fai parte, e pensa: – Se questo movimento cessasse, l’umanità ricadrebbe nella barbarie, questo movimento è il progresso, la speranza, la gloria del mondo. – Coraggio dunque, piccolo soldato dell’immenso esercito. I tuoi libri son le tue armi, la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la terra intera, e la vittoria è la civiltà umana. Non essere un soldato codardo, Enrico mio». Un inno alla Scuola…

Maria Carmela Bonelli