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L’editoriale del nostro Vescovo Mons. Claudio Maniago (dal Numero speciale di Adesso, pag. 2)

Carissimi lettori di Adesso,
in preparazione all’imminente assemblea diocesana per l’inizio del nuovo anno pastorale, sono lieto che il nostro periodico diocesano dedichi uno speciale per aiutare la nostra comunità a non dimenticare troppo in fretta.
Fermati ancora un po’ – titolo della rubrica settimanale dedicata al Vangelo della domenica – è un invito che continuiamo a rivolgere a tutti: non affanniamoci a recuperare gli schemi cronologici pre-Covid (se così possiamo dire). Occorre metabolizzare una volta di più l’evidente richiesta di cambiamento dei nostri paradigmi quotidiani sia a livello comunitario e, ancor prima, a livello personale.
Sono stati mesi intensi quelli che ci stiamo lasciando alle spalle e non sappiamo davvero cosa ci attende se non ci impegneremo tutti a fare la nostra piccola parte.
Anche la nostra assemblea diocesana sarà vissuta in maniera differente; come è noto, potranno parteciparvi in presenza solo i delegati dei Consigli Pastorali Parrocchiali. A tutti sarà offerta la possibilità di seguire la diretta streaming dell’evento; quello che qualche tempo fa pareva solo auspicabile, ora è diventato necessità stringente per permettere a tutti di prendere parte alla vita della comunità diocesana.
E’ tempo di ripensare i nostri schemi e di accogliere la salutare provocazione del Santo Padre Francesco nell’Enciclica Fratelli tutti: “Oggi possiamo riconoscere che «ci siamo nutriti con sogni di splendore e grandezza e abbiamo finito per mangiare distrazione, chiusura e solitudine; ci siamo ingozzati di connessioni e abbiamo
perso il gusto della fraternità. Abbiamo cercato il risultato rapido e sicuro e ci troviamo oppressi dall’impazienza e dall’ansia. Prigionieri della virtualità, abbiamo perso il gusto e il sapore della realtà». Il dolore, l’incertezza, il timore e la consapevolezza dei propri limiti che la pandemia ha suscitato, fanno risuonare l’appello a ripensare i nostri stili di vita, le nostre relazioni, l’organizzazione delle nostre società e soprattutto il senso della nostra esistenza” (n.33).
Colgo, infine, l’occasione per esprimere gratitudine alla Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC) a cui il nostro periodico aderisce per la bella iniziativa promossa perché nessun lettore viva di una memoria (troppo) corta questo tempo così particolare: fermiamoci ancora un po’! Non sarà tempo perso, anzi; sarà tempo guadagnato nel recupero della nostra umanità filiale e fraterna.

+ Claudio