Si è concluso con l’Atto di affidamento delle famiglie della Diocesi a Maria Santissima il pellegrinaggio diocesano delle famiglie giunto al Santuario Maria SS.ma Mater Domini in Laterza. Di seguito il testo dell’omelia di Mons. Sabino Iannuzzi, nostro Vescovo

Carissimi fratelli e sorelle,
care famiglie della nostra Diocesi di Castellaneta,

è per me motivo di profonda gioia e di lode al Signore, aver condiviso prima il pellegrinaggio a piedi dalla Chiesa dello Spirito Santo ed ora questa eucarestia, insieme con tutti voi, sotto lo sguardo materno e protettivo della Mater Domini, patrona di Laterza.

A motivo delle conseguenze della pandemia, il X incontro mondiale delle famiglie, con il relativo pellegrinaggio promosso dal movimento del Rinnovamento nello Spirito, si celebra in una dimensione “multicentrica e diffusa” e con una sinergica comunione tra la Chiesa di Roma e tutte le Diocesi del mondo.

Siamo giunti alla conclusione dell’Anno “Famiglia Amoris laetitia” (2021-2022) e siamo esortati ad accogliere – per ricominciare il nostro cammino – la proposta dell’amore familiare: quale “testamento” per riscoprire la bellezza vocazionale del progetto di Dio nell’essere famiglia «come Chiesa domestica» (Cf. AL 87) ed in particolare nell’impegno a «vivere la propria vocazione alla santità nella Chiesa, come una chiamata a farsi protagonista dell’evangelizzazione, nel servizio alla vita e alla pace, in comunione con i sacerdoti ed ogni stato di vita»[1].

Permettetemi che ringrazi da subito, a nome di tutti, l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Familiare ed i suoi Responsabili (i coniugi Filippo e Maria D’Elia); così come quanti si sono adoperati per la realizzazione di questo evento celebrativo, ed i rappresentanti del movimento del Rinnovamento nello Spirito.

La Parola di Dio che è stata appena proclamata è una parola capace di stimolarci, anzi direi di pungerci, e non possiamo non reagire ad essa: perché la Parola di Dio è parola di vita eterna rivolta sempre a noi affinché da essa possa avviarsi un dialogo d’Amore e possa maturare in noi – come lo è stato per Gesù – «la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme», vale a dire di seguirlo sulla via che lo condurrà senza esitazione alcuna verso la pienezza del Suo e del nostro destino.

Ma per essere seguaci, in questo cammino, dobbiamo far nostro lo “statuto del discepolato” che Gesù stesso presenta nella pagina evangelica, così da porre attenzione ai desideri che si affacciano per la vita di chi – come noi – è chiamato a farsi (e rifarsi continuamente) discepolo, pur dinanzi alle sorprese che spesso la vita ci riserva, con gli imprevisti a cui – con maturità e realismo – bisogna sempre far fronte.

Non a caso, Papa Francesco, scrivendo a voi Sposi in occasione di quest’anno “Famiglia Amoris Laetitiae”, vi invita – pur nella situazione concreta che ciascuno sta sperimentando – a mettersi in movimento (a non cedere alla tentazione del rimanere fermi), «per camminare con altre famiglie, per aiutare chi è più debole, per annunciare che, anche nelle difficoltà, Cristo si rende presente»[2].

«La vocazione al matrimonio – continua sempre il Papa – è una chiamata a condurre una barca instabile, ma sicura… perché mediante il sacramento, Gesù è presente su questa barca […] Cristo “abita” nel vostro matrimonio e aspetta che gli apriate i vostri cuori per potervi sostenere con la Potenza del suo amore. Il vostro amore umano è debole, ha bisogno della forza dell’amore fedele di Gesù. Con Lui potete davvero costruire sulla roccia»[3].

Il salmista (Salmo 15/16) ci ha ricordato che: dobbiamo sempre e di nuovo rifugiarci nel Signore, perché nelle sue mani è la nostra esistenza e non vacilleremo… ed è Lui che ci indicherà il sentiero della vita e sarà gioia piena e dolcezza senza fine alla sua presenza.

Incoraggiati dall’esortazione dell’apostolo Paolo ai Galati dobbiamo sempre più crescere nella consapevolezza che il Signore «ci ha liberati per la libertà» affinché potessimo sperimentare ogni giorno in questo cammino di sequela – sostenuti dallo Spirito – la bellezza dell’Amore che ci consente di manifestare sempre più una «cultura – generativa – dell’incontro» (Cf. Fratelli tutti, 216), laddove ogni famiglia è invitata ad accogliere «la sfida di gettare ponti tra le generazioni per trasmettere i valori che costituiscono l’umanità»[4].

Ed in questa proposta di “libertà” il Signore ci ricorda che la sequela non è questione di semplice imitazione, quanto, piuttosto, di condivisione dello stesso destino: quello di andare a Gerusalemme.

Ma noi – con i nostri limiti e le nostre fragilità – come possiamo arrivarci?

Vi giungeremo incarnando – accogliendole – queste semplici ed immediate indicazioni evangeliche, con le quali il Signore chiede ai suoi discepoli di aprirsi ad una relazione autentica, caratterizzata dalla libertà: dalle cose, dai legami morbosi e dai condizionamenti dell’io.

Ci chiede, così, di vincere le tre tentazioni sempre presenti nella nostra vita: quella dell’avere, del potere e dell’apparire. E, nell’invito di Gesù per colui che “ha messo mano all’aratro di non voltarsi indietro”, è tracciata la necessità della “fermezza” motivazionale e decisionale che deve tradursi in un impegno coinvolgente e senza nostalgici contro-cammini; consci che la “tensione verso la meta” offre direzione certa, vigore e soprattutto chiarezza d’intenti.

Sarà, pertanto, l’invito a fissare “insieme” lo sguardo su Gesù che ci permetterà di guardare sempre verso l’altro. «Solo così – raccomanda Papa Francesco a voi Sposi (ma è un consiglio valido per tutti) – avrete la pace, supererete i conflitti e troverete soluzioni a molti dei vostri problemi. Non perché questi scompariranno, ma perché potrete vederli in un’altra prospettiva»[5].

Questi moniti di Gesù che, ad un apparente lettura superficiale, sembrano inquietare il nostro cuore e manifestare un Maestro anaffettivo e quasi disumano dinanzi a concrete dinamiche relazionali, si traducono – se accolti e vissuti in pienezza – nella condivisione di una proposta d’Amore, che (nella fedeltà  e nella reciproca donazione) ci sprona ad essere sempre più uomini e donne appassionati di Lui e del Vangelo, abilitati a compiere gesti concreti di prossimità, di vicinanza, di accoglienza e di cura, in cui a prevalere è la misericordia e la compassione, utili balsami per lenire e fasciare tutte quelle relazioni ferite, conseguenza di fragilità.

Ogni famiglia – come ogni comunità – dovrebbe trasformarsi in un luogo di accoglienza e di comprensione, in cui a prevalere sia sempre la grammatica dell’amore relazionale, capace di coniugare la forza della tenerezza con espressioni di bontà, al fine di testimoniare la mitezza e l’umiltà del vivere semplice accompagnato da tre parole consigliate da Papa Francesco: «permesso, grazie, scusa»[6].

Carissime famiglie, cari papà e mamme: vivete intensamente la vostra vocazione di sequela al progetto di Dio. «Non lasciate che la tristezza trasformi i vostri volti. Il vostro coniuge – i vostri figli – hanno bisogno del vostro sorriso. I vostri figli hanno bisogno dei vostri sguardi che li incoraggino»[7]. Continuate a camminare nei sentieri della vita, «quello che vi viene promesso è sempre di più. Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa” (AL 325).

Affidiamoci alla Santa Famiglia di Nazareth, modello per tutte le famiglie

Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo
lo splendore del vero amore,
a voi, fiduciosi, ci affidiamo.

Santa Famiglia di Nazaret,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole di Vangelo
e piccole Chiese domestiche.

Santa Famiglia di Nazaret,
mai più ci siano nelle famiglie
episodi di violenza, di chiusura e di divisione;
che chiunque sia stato ferito o scandalizzato
venga prontamente confortato e guarito.

Santa Famiglia di Nazaret,
fa’ che tutti ci rendiamo consapevoli
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
della sua bellezza nel progetto di Dio.

Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltateci e accogliete la nostra supplica.
Amen.

[1] Preghiera ufficiale per il X Incontro Mondiale delle Famiglie, 22-26 giugno 2022.

[2] Francesco, Lettera agli Sposi. In occasione dell’Anno “Famiglia Amoris laetitiae”, 26 dicembre 2021.

[3] Ivi.

[4] Ivi.

[5] Ivi.

[6] Francesco, Discorso alle famiglie del mondo in occasione del pellegrinaggio a Roma nell’Anno della Fede (26 ottobre 2013)

[7] Francesco, Lettera agli Sposi. In occasione dell’Anno “Famiglia Amori Laetitiae”, 26 dicembre 2021.