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Diminuiscono i musulmani e aumentano i cristiani tra gli stranieri residenti in Italia. È il dato che emerge dalla XXX edizione del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes intitolato “Verso un noi sempre più grande”, presentato il 14 ottobre a Roma. Si è analizzato l’impatto che il virus ha avuto sulle vite dei cittadinistranieri che vivono in Italia, in riferimento alle tendenze demografiche e alla tenuta occupazionale. Hanno subito contraccolpi gravi come la sfera religiosa ed emotiva occupazionale. Diminuiscono gli stranieri residenti in Italia, che passano dai 5.306.548 del 2020 agli attuali 5.035.643. Spicca il calo dei permessi per i minori stranieri non accompagnati. I cittadini stranieri sono tra i gruppi sociali più esposti alla povertà, non solo economica ma anche educativa, relazionale e sanitaria. I centri di ascolto e i servizi che hanno lavorato sono stati superiori al 2019, pari a 2.663, dislocati in 193 diocesi. A chiedere aiuto sono statiuomini e donne tra i 40 e i 42 anni. Alla base delle fragilità rientra il tema lavoro, condizionato dalla crisi sanitaria e dalle misure anti contagio. Non irrisoria anche la percentuale dell’ 80% di chi ha problematiche connesse all’istruzione, per problemi linguistici e di analfabetismo o di salute. Chiese locali si sono mobilitate per istituire fondi diocesani di solidarietà a supporto delle famiglie o a sostegno di commercianti elavoratori autonomi in difficoltà.

Don Roger Zama Akian, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes