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Il ringraziamento di Mons. Vescovo alle Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore

Il Vescovo di Castellaneta, Mons. Sabino Iannuzzi, ha inviato un messaggio a Suor Giuseppina Anatrone, Superiora Generale dell'Istituto Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore, in occasione della prossima celebrazione del Capitolo generale della Congregazione religiosa e per "esprimere il ringraziamento dell’intera Diocesi di Castellaneta per i quasi cento anni di presenza nella comunità di Laterza". Le Suore lasciano Laterza - scrive Mons. Vescovo - "a motivo delle evidenti difficoltà vocazionali che oggi la maggior parte degli Istituti di vita consacrata si trova ad affrontare, con il conseguente e sofferto obbligo di ridisegnare le proprie presenze sul territorio".

Le religiose - continua il presule - "non hanno mai fatto mancare la loro presenza attenta e discreta nella vita pastorale della comunità parrocchiale San Lorenzo martire e, per quanto loro possibile, in quella dell’intera comunità cittadina, testimoniando con fedeltà la missione propria del Sacro Cuore di Gesù: un amore fatto di perdono, prossimità e misericordia".

 

IL MESSAGGIO DI MONS. VESCOVO

Castellaneta, 12 agosto 2025

Carissima Madre e sorelle tutte,

l’imminenza della celebrazione del vostro XX Capitolo generale, dal tema «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20), che vivrete a Pianura (NA) dal 17 al 31 agosto p.v., mi spinge non solo ad augurarvi un proficuo lavoro, per il quale assicuro la mia personale preghiera, ma anche ad esprimere il ringraziamento dell’intera Diocesi di Castellaneta per i quasi cento anni di presenza nella comunità di Laterza.

La notizia del ritiro delle suore mi è stata comunicata ufficialmente lo scorso 6 maggio ed è divenuta realtà alla fine di luglio, come stabilito. Pur non costituendo una sorpresa – a motivo delle evidenti difficoltà vocazionali che oggi la maggior parte degli Istituti di vita consacrata si trova ad affrontare, con il conseguente e sofferto obbligo di ridisegnare le proprie presenze sul territorio – essa mi ha comunque profondamente rattristato, ben consapevole del consolidato legame tra il vostro Istituto e la realtà laertina.

A Laterza, parlare di “asilo” significa immediatamente riferirsi alla realtà storica del cosiddetto “Asilo delle Suore”, oggi “Asilo-Nido Il Melograno”, istituzione riconoscibile anche per la statua del Sacro Cuore collocata sull’edificio. Fin dal febbraio 1926, infatti, l’Asilo Infantile “Regina Elena” – fondato dall’Arciconfraternita del Monte Purgatorio – fu affidato alle religiose della vostra congregazione. Generazioni di laertini vi hanno trovato accoglienza e hanno beneficiato di una materna offerta educativa. Tra le tante iniziative, come non ricordare l’istituzione, negli anni Trenta del secolo scorso, della “Scuola di Arti e Mestieri” per le giovani del paese?

Ma non solo. Nel corso degli anni, le suore non hanno mai fatto mancare la loro presenza attenta e discreta nella vita pastorale della comunità parrocchiale “San Lorenzo martire” e, per quanto loro possibile, in quella dell’intera comunità cittadina, testimoniando con fedeltà la missione propria del Sacro Cuore di Gesù: un amore fatto di perdono, prossimità e misericordia.

Ecco perché il vostro Istituto è divenuto parte integrante della comunità laertina, al punto che in città è stata perfino intitolata una strada al vostro Fondatore, don Eustachio Montemurro.

E allora, che cosa dirvi se non un sentito grazie: dalle prime suore che giunsero a Laterza fino a Suor Amata, Suor Ortensia e Suor Germaine, che hanno concluso la presenza del vostro Istituto nella nostra comunità.

Possa questo tempo di Capitolo generale, nel quale siete accompagnate dalla luce e dal fuoco del Sacro Cuore, essere per voi un’occasione di rinnovamento spirituale e di riorganizzazione carismatica, così da rendere sempre più feconda testimonianza dell’amore di Dio in un tempo particolare e non facile che stiamo vivendo, affinché «si riesca a provocare il felice incontro con l’amore di Cristo che abbraccia e che salva» (cfr. Francesco, Dilexit nos, 208).

Vi accompagno con la mia paterna benedizione, che auspico foriera di sante e perseveranti vocazioni.

Con affetto e gratitudine,

+ Sabino Iannuzzi